mercoledì 21 gennaio 2009
Fede e Sapere
Apparenza, illusione, incantesimo, inganno: in questo consiste la credenza. La quale, alla fine, si fonda sempre sulla menzogna di qualcuno cui si presta fede. Invece di crederle però, le cose, si possono anche sapere. Si tratta in pratica di due diversi atteggiamenti possibili nei confronti del mondo, della vita, degli uomini e di sé stessi. Due atteggiamenti anzi opposti, che proprio si escludono a vicenda. Alternativo alla preghiera, infatti, c'è lo studio; alternativo all’oratorio il laboratorio. La conoscenza inoltre, contrariamente alla fede, disillude, disincanta, disinganna, e dissacra. E lo fa dicendo, modestamente e umilmente, la verità! La verità di questo mondo qui nel quale stiamo, però, che sia chiaro per intenderci. Perché c’è pure il fatto che la menzogna della fede sia consolante, mentre la verità del sapere possa invece anche far male, per certi versi. La fede infatti predica la speranza e l'ottimismo (anche se solo per un’altra vita futura in un altro mondo); laddove il sapere logico, scientifico e storico, su cose del genere, di altre vite in altri mondi, non può che negare e mostrare un pessimismo disperato. Per non dire infine come il sapere, anche se amato, costi comunque sempre una certa notevole fatica, quando a credere si impara invece già fin da bambini. Per questo nei confronti di un impegnativo sapere si può preferire la semplice fede. Per i preti non a caso è molto più utile; per i credenti molto più comodo!
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