mercoledì 21 gennaio 2009

Storia e Natura

Anche la Natura ha la sua storia, come tutto ciò che è. Ma sono propriamente gli uomini che fanno la storia, facendola anzi proprio nella misura in cui si elevano in un certo senso sopra la Natura. Certo, esistono tante storie, se non altro perché ciascuno e ogni cosa che è nel tempo ha la propria, però tutte quante sono contenute nell’unica storia globale, storia naturale compresa, nella quale è a sua volta contenuta la storia umana. Tra la storia umana e quella naturale si può cogliere sia un’analogia che una differenza. Da una parte la storia è un po come la Natura, dove si assiste all’incantevole evoluzione progressiva della perfezione e della bellezza, che però è al tempo stesso crudele e drammatica. Tenendo presente ovviamente come il dramma della natura sia tale per natura, mentre quello della storia sono gli uomini a determinarlo. Dall’altra parte, invece, la differenza sta nella complicazione della storia umana rispetto a quella naturale, che è riconducibile alla differenza dei rispettivi ritmi e tempi storici. La storia umana è infatti estremamente breve e veloce, e procede per veri e propri salti; mentre la storia della natura è al contrario molto lunga e lenta, apparentemente sempre uguale, che procede per piccoli passi, attraverso impercettibili mutazioni genetiche degli esseri viventi e mutamenti geo-climatici della Terra.

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Verità della storia, storicità della Verità. È una verità vera il fatto che una cosa, pure se nota, non vuol dire che per questo sia anche conosciuta. Spesso infatti le cose semplicemente sentite dire vengono poi prese per buone e date per scontate, nella supposizione che siano appunto già risapute. Ebbene, l’atteggiamento opposto a questo è quello storico, o storicistico che dir si voglia, attraverso il quale si tralascia l’immediatezza del presente per andare a rovistare appunto nel passato. Anche se, certo, lo si fa non solo per il gusto di farlo, bensì proprio allo scopo di comprendere il tempo attuale. Si tratta in sostanza di un principio e di un metodo per cui si riconosce l’importanza della ricerca storica ai fini della conoscenza, o sia della convinzione che ogni sapere, perché possa dirsi tale in senso compiuto, deve essere appunto anche storico. Per una concezione del genere, che tiene in conto e anzi privilegia questo tipo di approccio, solo un oggetto storicamente determinato,- compreso cioè nel proprio tempo, nella sua origine e nel conseguente sviluppo evolutivo - è un oggetto per noi, cioè entra a far parte del nostro sapere. Solo così lo conosciamo in modo autentico, e dunque in un certo senso lo possediamo, nel suo concreto significato reale. Insomma, in una parola, è nella loro storia che risiede la verità delle cose. Oltre che nella scienza, naturalmente.
E anche qui emerge il contrasto con la religione. Basti pensare come la Bibbia sia sì un libro storico, ma non certo un libro di storia. O, quantomeno, se vi sono notizie realmente storiche, esse sono assolutamente marginali rispetto al contesto complessivo. La Bibbia infatti, com’è noto, rappresenta per i credenti il «Verbo», o sia la «Parola» ispirata-rivelata-dettata da Dio stesso, che, in quanto e proprio perché tale, è ritenuta pregiudizialmente vera, prima cioè di qualsiasi esame del suo contenuto. Insomma, mentre per noi ogni argomento va affrontato storicamente, la religione, al contrario, il lato storico dei suoi contenuti lo ha sempre trascurato completamente. A meno che non si intenda la "storia sacra della salvezza celeste", la quale però non c’entra niente con la storia reale degli uomini, della quale è anzi un totale travisamento.

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