venerdì 27 novembre 2009

Comunicazione


Conversare per conservare: è quello che facevano gli uomini prima che inventassero la scrittura. Sì, perché prima di allora la memoria si tramandava a voce, e c’era appunto la tradizione orale.
Nella storia della comunicazione la prima cosa è stata ovviamente che l’uomo ha imparato a parlare dopo chissà quanto essersi espresso con gesti e suoni disarticolati. Ma il linguaggio è un fatto sia fisiologico che psicologico. Perché consta dell’articolazione proprio fisica del suono della voce, cioè dell’aria proveniente dai polmoni che, nella laringe, attraversa le corde vocali; e che fuoriesce appunto modulata per mezzo di lingua, palato, denti, labbra e naso. Inoltre la lingua è altresì un fatto mentale, cerebrale, vale a dire che implica l’associazione di un particolare significato ad ogni determinato suono o nome.
Il secondo passo è invece consistito nell’invenzione del segno grafico, la scrittura appunto, che è evoluta, a partire dai geroglifici egizi e i caratteri cuneiformi mesopotamici, più di seimila anni fa, fino all’alfabeto fenicio, di circa tremila anni più tardi, in seguito perfezionato dai Greci con l’aggiunta delle vocali, e arrivare così fino a noi. Le prime forme di scrittura erano quindi costituite da ideogrammi e pittogrammi, che erano segni i quali rappresentavano visivamente un oggetto o un significato, il che voleva però dire che per scrivere si rendevano necessari centinaia e anche migliaia di segni. E l’innovazione della scrittura alfabetica ha appunto risolto proprio questo problema. Associando infatti il segno grafico (a questo punto la lettera) non più direttamente alle cose, ma ad un determinato suono della voce, allora con poco più di venti segni è stato possibile esprimere, scrivendole, tutte le parole possibili. Così, in questo modo, la comunicazione umana è evoluta dal semplice parlare e ascoltare diretto, cioè necessariamente da vicino, allo scrivere e leggere, possibile anche da lontano, sia nel tempo che nello spazio.
Il terzo passo di questa storia, poi, è stato l’invenzione della stampa, cinquecento anni fa. La qual cosa ha significato che se prima ciascuna copia di un libro doveva essere scritta a mano, ora se ne potevano stampare centinaia e anche migliaia tutte insieme. Con l’evidente vantaggio di una nuova enorme diffusione del sapere.
Infine si arriva all’ultima tappa, propria dei giorni nostri, vale a dire la rivoluzione informatica, con cui la comunicazione umana si è resa generalmente accessibile a tutti, raggiungendo dimensioni praticamente planetarie.

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