La storia romana è proprio una palla, con questa sfilza di imperatori che non finisce mai. E poi che "civiltà", questi Romani: giusto i fascisti potevano volerne rinverdire i fasti! Perché sia chiaro che la decadenza culturale e scientifica del mondo occidentale prende il via non tanto con il Medioevo, alla fine dell’impero romano, bensì già con gli stessi Romani. Ovviamente non è possibile dare un giudizio sommario, ma nemmeno si può negare come la civiltà di Roma non abbia fatto altro che man bassa della religione, la filosofia e la scienza greche, senza produrre alcunché di originale. La stessa lingua e letteratura latina che cos’altro è, in fondo, se non una traduzione del greco in latino? E anche a proposito dei loro monumenti, - della senz’altro straordinaria bellezza di ponti, acquedotti, strade, ville, teatri, circhi, ecc. - non bisogna però scordare che furono i "re" Etruschi a edificare le prime grandi opere pubbliche di Roma, e che furono sempre loro, gli Etruschi, a inventare la costruzione dell’arco in pietra. Per cui anche nell’arte della loro architettura gli antichi romani si rivelano essere stati più degli ottimi tecnici che non degli scienziati, dei grandi ingegneri ma non dei ricercatori, insomma più dei pratici imitatori che non dei teorici innovatori.
La "grandezza" dei Romani, invece, sta tutta nel loro "impero", vale a dire nella capacità e forza di aggredire, conquistare e dominare mezza Europa! Esperti nell’arte della guerra quindi, questi Romani, e, guarda un po, anche nel campo del Diritto! Già, il Diritto romano, il famoso Codice di Giustiniano, di cui sanno qualcosa gli studenti che ancora oggi sono tenuti a conoscere, se vogliono esercitare la professione legale. E non per un capriccio professorale, ma perché è proprio sulla base e sul modello di quel Codice dell’antica Roma che si è edificato praticamente tutto il successivo Diritto e la giurisprudenza mondiale fino a oggi. Bella roba!
Per non dire infine dello stesso popolo di Roma imperiale, anch’esso corrotto e sfaccendato, mantenuto con i proventi di guerra a pane e spettacoli, e che esultava smodatamente allo strazio cui assisteva nell’arena.
Veramente una civiltà sublime, dunque, quella romana! Però alla fine spazzata via nello stesso modo barbaro in cui in fondo era sorta. Senonché nel frattempo, per una singolare ironia della sorte, Roma si è "convertita" alla nuova religione, e da città malvagia, centro di un potere politico-militare corrotto che era, si è ritrovata città "santa", centro della cristianità (romano-barbarica) e del nuovo potere ecclesiastico. Dalla padella nella brace!
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