giovedì 25 dicembre 2008

Legalità



Si distinguono principalmente in due specie: leggi della Natura e leggi degli uomini. La loro differenza principale è che mentre le leggi della natura esprimono un essere, o sia qualcosa che è così, e basta; quelle degli uomini stabiliscono invece un dovere, ossia qualcosa che deve essere, - fatto o non fatto. Certo, in qualche modo si può dire che entrambe sono leggi umane. Perché anche le leggi della Natura, pur non avendole inventate gli uomini, sono però pur sempre loro ad averle scoperte e scritte. Ma questo non toglie la differenza di cui sopra.
Ebbene la prima specie di leggi è quella che spiega i vari fenomeni della Natura, sono le leggi delle scienze naturali, che descrivono cose come il movimento e l’equilibrio dei corpi, oppure come l’elettricità, il magnetismo, il calore, la luce, il suono, e così via. Ebbene, queste e tutte le altre leggi del genere, hanno un valore universale e sono necessarie, cioè sono vere così come sono, né possono essere altrimenti. Non a caso sono verità formulate in linguaggio matematico, fatto di numeri e figure. E sono leggi che agiscono indipendentemente dall’uomo, com’è ovvio. Gli uomini si sono limitati a indagare su di loro, il che però non è stato poco, visto che riuscire a decifrarle e formularle, ha significato quelle stesse leggi si sono prestate poi allo scopo di essere sfruttate, per piegare quelle forze della Natura che si erano scoperte, agli scopi propri degli uomini.
Con le leggi degli uomini in senso stretto siamo invece su un tutt'altro piano. Perché qui essi scrivono la legge, laddove nel caso precedente si trattava di tra-scrivere una legge che era stata scoperta, sì, ma che era già scritta nella Natura. Ora invece l'uomo, la sua legge, se la inventa di sana pianta; ora la legge dipende da lui perché è lui stesso che la stabilisce. A parte che poi queste leggi umane, gli uomini, le hanno usate per sfruttare gli altri uomini, - proprio come hanno fatto attraverso le leggi naturali con la Natura! Ma a parte questo, le leggi umane si distinguono quindi da quelle naturali per il fatto di essere leggi sociali, cioè appunto artificiali, artefatte dagli stessi uomini. Le quali si dividono a loro volta in due: leggi giuridiche, statali, e leggi morali, (in genere) religiose. In questi casi si tratta di leggi contingenti, nel senso che cambiano con il cambiare del tempo storico e dello spazio geografico. Quelle degli uomini non sono dunque mai leggi universalmente e sempre vere, come sono quelle della Natura, che non cambiano mai. Appunto perché sono stabilite e dipendenti dagli stessi uomini, in funzione del loro modo di vedere, di essere e di vivere le cose. La differenza tra le due specie di leggi umane, poi, è che quelle giuridiche si riferiscono alla sfera esteriore, pubblica, mentre le leggi morali sono un fatto interiore, privato. Inoltre la legge dello Stato è obbligatorio rispettarla, e chi la trasgredisce incorre in giudizio e sanzione; laddove la legge morale è facoltativa, dipende cioè da una per così dire scelta libera della nostra buona volontà. Sebbene con la religione, ovviamente, anche lì la "legge" di Dio è obbligatoria, ed è prevista la pena per chi la trasgredisce, - e anzi, di più ancora, anche un premio per chi la osserva!

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